Un po’ di foto…

28 07 2007

Riprendo a scrivere…
se non altro per mettere le foto dello scorso weekend.
Iniziato il venerdì sera/notte con il party sull’altra sponda del lago: avevo messo in conto che non mi sarei divertito più di tanto, così è stato…ma non è stato così male, alla fine.
Ecco le foto:

Poi domenica, lunedì e martedì gran bella gita a Interlaken, Grindelwald, Bern e Luzern.
Rafting il primo giorno, camminata verso due laghi alpini il secondo, giro turistico tra le due città il terzo. Le foto credo descrivano tutto perfettamente, senza bisogno di aggiungere altro…Amo la Svizzera, e quei tre giorni non hanno fatto altro che confermarmelo.





Ultimo giorno in ALaRI (per quest’anno…)

19 07 2007

Qui alcune delle migliaia di foto fatte da Maksim per il workshop finale di ALaRI…ne ha fatta una anche a me ma non so perché non l’abbia messa…altre ne verranno e le linkerò mano a mano…
queste sono quelle di Anirban
qui ci sono quelle di Erick (per chi ha un account facebook)

visto che sto provando Picasa e mi sta piacendo un sacco, ecco una presentazione con alcune delle foto che ho scelto:





Bilancio ticinese

19 07 2007

Sono quasi dieci mesi che abito qui ormai, e oggi il primo anno di ALaRI è ufficialmente concluso.
Quindi mi sembra giusto fare anche qualche bilancio, e parlare di ciò che mi piace qui in Ticino (parlare di Svizzera non mi sembra giusto, visto che gli altri cantoni non li conosco e probabilmente sono piuttosto diversi) e di quello che invece meno mi attira.
Parto dalle cose che meno mi piacciono:

  1. La mania di avere macchine tamarre ad ogni costo. La concentrazione di macchine con spoiler, minigonne, colori improbabili, assetti ultraribassati ecc. è impressionante. Perché? Lo devo ancora capire…
  2. I bar che chiudono all’1 di notte. È vero che qui gli orari sono diversi da quelli italiani, tutto è anticipato di una o due ore, però qualche volta mi piacerebbe continuare una chiacchierata fino a tardi. All’1 invece una scelta viene imposta: o disco o casa. E siccome le discoteche non sono la mia passione…
  3. Il pregiudizio verso gli italiani e i loro comportamenti. Questo non è proprio un difetto, visto che molti di noi italiani fanno di tutti per farsi odiare, per strada e nel modo di comportarsi in generale. Però un piccolo sforzo per capire che non siamo tutti così farebbe un gran piacere.
  4. La quantità di fighetti che si aggira per Lugano. Moda ahimé importata dall’Italia, soprattutto dalla vicina Milano. quella di vestirsi in modi osceni, di lampadarsi in modo improbabile eccetera. Qui il sole c’è, eccome. Basta trovare un’oretta ogni tanto per distendersi e goderselo.
  5. In generale, la voglia di copiare tante mode italiane…siamo noi che dovremmo copiare voi, non viceversa!!

Questo invece è quello che apprezzo:

  1. Il comportamento per le strade. Qui è un piacere guidare. Ogni volta che passo il confine per tornare a casa mi sale l’angoscia, e l’impatto mi mette sempre una tristezza enorme. Per non parlare del rischio di essere investito quando attraverso una strada dimenticandomi di essere in Italia.
  2. Il paesaggio. Colline, montagne, laghi, fiumi. Verde e azzurro quasi dappertutto. Airolo, San Bernardino, Valle Maggia… poco tempo libero ho avuto, eppure ci sono posti che mi hanno impressionato.
  3. La pulizia e più in generale la cura e la disciplina nel mantenere la città. Consiglierei a qualche sindaco italiano di farsi una vacanzina qui, e capire come sia possibile che anche dopo una notte di festa all’aperto, di gente in giro fino a tardi, di raccolta degli ingombranti, la città sia perfettamente in ordine come il giorno prima. Non è un miracolo, è organizzazione.
  4. Il modo con cui vengono affrontati i problemi. Qui non ho mai sentito nominare la parola emergenza. Emergenza caldo, emergenza siccità, emergenza piogge, emergenza traffico ecc. I problemi sono affrontati in modo studiato, apparentemente quasi distaccato, senza grossi sbalzi d’umore. Ma così è più facile mantenere la calma e cercare di risolverli in modo efficiente.
  5. Marisa, e tutto ciò che la riguarda. Delle volte proprio non la capisco, ma io ho la testa dura.




Museeeeee

18 07 2007

Due giorni e mezzo trascorsi nell’afosa palude veronese…unico motivo valido per farlo, il concerto dei Muse in Arena lunedì sera con Elenina, e con my bro after the show.
Che dire?? Non saprei che aggettivi usare, dico solo che mi sono piaciuti molto di più che a Milano lo scorso dicembre (da qui la “e” in più nel titolo :D ), e che l’Arena sembra fatta apposta per i concerti. È una cornice che cambia anche il contenuto che c’è dentro.
Sotto la doccia prima di partire, tra me e me pensavo quanto mi sarebbe piaciuto sentire Unintended, che a Milano non avevano fatto. E sinceramente credevo non l’avrebbero suonata…e invece…quando ho visto che tornava con l’acustica dopo la seconda pausa la speranza aumentava…e dopo Soldier’s Poem ho sentito i primi arpeggi in Mi maggiore…ed era lei!!! Fantastica, da brividi, soprattutto nell’ultima strofa. Pensieri e sogni che si mescolavano.

Questa la scaletta:
Knights of Cydonia
Map Of The Problematique
Hysteria
Supermassive Black Hole
Butterflies & Hurricanes
Hoodoo
Apocalypse Please
Feeling Good
Sunburn
Invincible
Starlight
Man Of Mystery
Time Is Running Out
Bliss
Soldier’s Poem
Unintended
New Born
Plug In Baby
Stockholm Syndrome
Take A Bow

Qui le foto “rubate” ai miei due compagni…





Back to my life

16 07 2007

Finalmente, dopo mesi passati rinchiusi in qualche stanza, con poca luce, come un topo, anzi con un topo in mano, sto ritornando a trascorrere momenti più in sintonia con la parola vita.
Tutti gli esami programmati sono finiti, e sono andati piuttosto bene, qualcuno oltre le aspettative. Oramai manca poco per concludere, nel prossimo autunno-inverno, e poi…poi non lo so dove finirò, non è il momento di pensarci…Europa, quasi sicuramente, non in Italia, altrettanto certamente. Non sarebbe male rimanere in Svizzera, anche in un altro cantone, ma ciò dipende da molti fattori, alcuni ancora non ben decifrabili.
Per ora cerco di godermi questo periodo senza fare nulla di impegnativo. Nessuna vacanza programmata, ma in qualche posto al mare ci andrei volentieri, se qualcuno mi invita :)
Giovedì scorso, a calvario appena finito, ottimo concerto di Pat Metheny a Bollate, near Milano. Ammetto di esserci andato da perfetto ignorante in materia jazz…ma anche di esserne uscito incantato, e d’ora in poi credo proprio avrò un nuovo genere da scoprire in tutte le possibili salse…
Venerdì relax al lido, giusto per riprendere un po’ di colorito, dopo che ALaRI mi aveva ridotto ad essere pressoché inerme e con una cera semi-cadaverica.
Sabato…beh giornata fantastica! Splendida la Valle Maggia…tutto il giorno passato in mezzo a colori entusiasmanti, sovrastato da quel verde e da quell’azzurro che quando sono così mi riesce difficile scegliere quale sia il mio preferito: sceglierei entrambi! Abbiamo pure trovato (un po’ per culo) la cascata e ci siamo avvicinati ai suoi piedi, dove più di così non si poteva scendere senza correre rischi. Gli spruzzi d’acqua arrivavano fino a noi, e pure dentro, nell’anima. Un contatto ravvicinato con the Mother Nature, con una banale testimonianza di tutta la sua forza e il suo potere. E poi…bagni nel fiume, con l’acqua ghiacciata che ti fa male alle ossa, in due posti diversi. In mezzo alla ghiaia la mattina, finita a tirare sassi per buttar giù una colonna di sassi che qualcuno pazientemente aveva innalzato. In mezzo ai massi nel pomeriggio, e dove la corrente era più forte mi sentivo proprio impotente: all’acqua e alla sua forza non si scampa.
Ho deciso: se mai abiterò stabilmente da quelle parti, una casetta lì anche in affitto non me la toglierà nessuno. Qualche weekend passato lì non può non farti sentire vivo. Ed è una zona pure piena di sentieri da scoprire, rimanendo in collina oppure salendo fino a dei laghetti alpini sopra i 2000 metri che solo a vederli in foto fanno commuovere.





Almost finished…

9 07 2007


…almost happy
If I could look beyond your face
And photograph your hidden place
Would I find you smiling in the picture
I don’t know what you want
Because you don’t know,
So what’s the point of asking
You’re almost happy
Almost content
But your head hurts
Far too many ways to go
We learn so much but never know
Where to look
Or when we should stop looking
I can love the whole of you.
The poetry I stole from you
And hide inside my stomach
You’re almost happy
Almost content
But your head hurts
It’s easy to get lost in you
And fall asleep inside of you
I want to return to you
A reason to be here
A reason to be here
No I don’t know what you want
And you don’t know
So what’s the point of asking
You’re almost happy
Almost content
But your head hurts





Doppiaggio

3 07 2007

Ultime 2 settimane e mezza di poca/nulla vita, e poi potrò cominciare a godermi l’estate, sperando di reimparare in fretta come si fa.
I momenti di svago ultimamente sono proprio quasi zero. Unica concessione nel weekend è stato il cinema all’aperto qui a Lugano, a vedere “Una notte al museo”. Niente di che, ma non mi aspettavo nemmeno molto: una buona commedia, a momenti piacevole. Però bella l’atmosfera del lido di sera. Forse una di queste sere ripeterò. La cosa che più mi ha fatto impressione è stata rivedere un film doppiato, a distanza di quasi un anno. i primi dieci minuti sono stati davvero difficili, mi veniva da pensare “ma non sono loro che parlano”…che poi è la realtà… È un fenomeno quasi tutto italiano, quello del doppiaggio, e devo ammettere che dopo pochi mesi di disabitudine lo trovo fondamentalmente inutile. Tanti sono fatti bene, ma non è di questo che parlo. È proprio il concetto stesso di doppiare, ovvero di cambiare una parte fondamentale di un film.
Lo si fa perché noi siamo pigri a imparare le lingue straniere…però non chiediamo di farci doppiare le canzoni, per capire bene i testi, no? Oddio, negli anni 60 lo si faceva regolarmente, ma il motivo forse era più la mancanza di idee originali e la contemporanea voglia di copiare qualsiasi cosa arrivasse dagli Stati Uniti. Ma ora, con internet a portata di (quasi) tutti, si ascoltano le canzoni nella loro lingua originale, e se ci piacciono andiamo a cercarci il testo e l’eventuale traduzione. Boh, il doppiaggio mi sembra ormai un fenomeno fuoritempo. Ma temo sopravviverà ancora a lungo. O forse mi sbaglio.