Ieri mattina ho finito di (ri)leggere Animal Farm. Lo lessi in italiano credo ai tempi del liceo…poi il mese scorso ho trovato a casa la versione inglese.
Devo ammettere che mi ha catturato, più di quanto mi ricordassi dalla lettura adolescenziale. È anche piuttosto breve, e questo di sicuro invoglia a leggerlo tutto d’un fiato.
La storia è largamente nota: gli animali della fattoria “Manor Farm” di Mr. Jones organizzano una rivoluzione contro il padrone ed iniziano ad autogestirsi sotto la guida dei più intelligenti, the pigs, i quali teorizzano una società equalitaria: è la nascita dell’Animalism. Sette sono i comandamenti fondamentali, scritti in modo che (quasi) tutti li possano sempre leggere.
Ma tra la teoria e la pratica c’è sempre differenza e la vera uguaglianza rimane sempre un’utopia.
Il riferimento alla storia della rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia è chiaro e lampante, e molti personaggi del libro non sono altro che degli alter ego dei protagonisti del comunismo.
Ma oltre alla chiave storica che di sicuro è quella più importante, ho trovato interessanti i rapporti tra i vari animali, che sono praticamente gli stessi di quelli della società umana. E la propaganda non è solo un fenomeno circoscritto ai regimi totalitari del Novecento, ma si può trovare ancora oggi in molti contesti: politica, religione, cultura, … basta saper sfruttare per bene l’ignoranza delle persone su un certo argomento e mostrar loro la realtà vista dalla facciata che più serve allo scopo.
George Orwell – Animal Farm
2 08 2007Comments : Leave a Comment »
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