Sono a casa da due giorni, e ancora non ho scritto nulla sulla settimana in Sardegna…Non è affatto un caso.
Semplicemente non saprei da dove iniziare, tanto è stata strana come vacanza.
Dall’inizio, quando Mona e Magda sono arrivate alle 11 di sera già quasi ubriache, alla fine, quando tra le 5 e le 6 di mattina ci siamo salutati come avremmo dovuto fare al loro arrivo.
In mezzo tanti bei posti, la spiaggia di Cala del Morto a Chia sopra tutti, con annesso bagnetto naturalistico!
Tante uscite, sempre in macchina. Tante prove di pazienza e di adattamento. Alcune superate felicemente, altre meno. Tanti sbalzi d’umore, non solo miei.
Roberto (el abuelo, il nonno) è stato un padrone di casa fantastico, ha cercato in tutti i modi di far sentire tutti noi a proprio agio, accontentandoci in tutto praticamente. È stato splendido rivederlo, e nel suo vero habitat soprattutto. Mi sono piaciuti molto diversi suoi amici, sopra tutti Vanessa (che mi sembra il suo perfetto super ego) e Daniele, che in poche sere si è rivelata una splendida persona, e non fatico a credere che sia il suo migliore amico. E Marina, chi non vorrebbe una donna così? Fisicamente e intellettualmente. E pure con un gran caratterino.
Mona è stata la persona che era mancata moltissimo al nostro gruppo negli ultimi mesi a Lugano. È sempre lei, e le chiacchierate che abbiamo fatto durante le ultime due notti sono state memorabili. Mai a Lugano avevo raggiunto una confidenza così grande con lei, ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Si trova in una situazione obiettivamente difficilissima, e dare consigli è praticamente impossibile, in certi contesti la ragione non può nulla. Il cuore tutto, anche amare due persone contemporaneamente e in modo sincero.
Magda è di noi quattro la persona che conoscevo meno, naturalmente. E ha mostrato tutto il suo carattere vulcanico che aveva solo vagamente fatto scorgere nelle due precedenti volte a Lugano. Mi ha fatto incazzare, ingelosire, suscitato tenerezza e ammirazione, in un vortice che mi sbatteva da tutte le parti. Invece di essere in imbarazzo lei che non parlava né italiano né inglese, lo eravamo noi che non capivamo il suo tedesco. Ora penso di conoscerla molto meglio, rispetto le sue idee, alcune le approvo, molte altre non le condivido. Però mi ha involontariamente aiutato a capire certe cose su di me, ed è stata un’esperienza davvero utile!
(potrei scrivere delle persone che non mi son piaciute, il coinquilino full of himself su tutti. Ma non ne ho voglia, e non mi va di sottrarre dieci minuti al mio sonno per loro. C’è chi può vivere anche senza dormire, a me invece piace farlo)