Il caso particolare

16 10 2007

Se almeno capissi perché, pur avendo un’altra per la testa, quando vedo lei i miei sensi vengano rapiti; e vorrei fermare anche il tempo, potermi dire “basta, ne hai già perso troppo!”, ma se n’è già andata un istante dopo.
La persona che mi conosce meglio di tutte dice che è il mio caso particolare. Ed è una delle poche volte in cui non riesco a darle torto, ma ad ammettere che ha ragione: e solo io so quanta fatica questo mi costi! Lei mi dice: “tu sei fatto per una famiglia, per il lavoro e per fare l’orto, ma tu non sei minimamente fatto per una che non si mette le scarpe” (potrei aggiungere quella che non parla nemmeno l’inglese, etc). Non concordo del tutto, direi che per fortuna ho anche altri interessi e modi per divertirmi, ma l’idea principale c’è: e penso sia esattamente ciò che distingue il mio caso particolare, che riesce a farmi pensare a ciò per cui sono fatto, dalle persone che ogni tanto mi ritrovo per la testa.


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