Cos’è un’affinità elettiva? Nasce come termine per denotare legami chimici.
I casi più notevoli e interessanti sono appunto questi, che possono darci rappresentazione reale dell’attrazione, dell’affinità, di questa specie d’incrocio nell’abbandonarsi e congiungersi; qui vi sono quattro elementi, finora accoppiati a due a due, che portati a contatto sciolgono la loro unione primitiva per formarne una nuova. In questo lasciarsi andare ed afferrarsi, in questo fuggirsi e cercarsi pare davvero di scorgere una determinazione superiore; noi attribuiamo a tali sostanze una specie di volontà e di scelta, e perciò il termine tecnico di affinità elettiva è perfettamente giustificato.
Ma una volta che Goethe dà una definizione come questa, è facile capire come si possa usare il termine anche per i legami tra persone. Ed è appunto ciò di cui il libro parla. Gli “elementi” sono giusto quattro: Edoardo, “ricco barone nel fiore della virilità”, è sposato con Carlotta, e per motivi diversi decidono di ospitare nel loro castello un vecchio amico d’infanzia di lui, il capitano, e la giovane nipote di lei, Ottilia, splendido fiore che però fatica a sbocciare e tende a rimanere chiuso. Inutili sono i tentativi di Carlotta di mantenere intatti i legami prestabiliti, anche nei riguardi di sé stessa.
Ecco alcuni pensieri e frasi che mi hanno colpito, rubati alla coppia.
Edoardo:
Strani esseri siamo! Se appena riusciamo ad allontanare dalla nostra presenza quanto ci preoccupa, crediamo che tutto sia accomodato. Siamo pronti ai sacrifici completi, ma alle piccole rinunce raramente ci sappiamo adattare.Basta amare
un solo essere con tutto il cuore, perché tutti gli altri ci sembrino degni d’amore!
Carlotta:
Ell’era infatti d’avviso che è bene conoscere quanto più presto possibile il carattere delle persone con cui dobbiamo vivere, per sapere quel che possiamo attenderci e coltivare in loro, oppure ciò che una volta per tutte dobbiamo loro concedere e perdonare.La vita è pur tutta basata sul guadagno e sulla perdita. Chi non fa qualche progetto ed è poi disturbato nell’eseguirlo? Quante volte si sceglie un cammino e poi si è costretti a deviare! Quante volte siamo stornati da una mèta fissata, per raggiungere una più alta! Al viaggiatore si spezza una ruota per via, rimane contrariato, ed ecco che questo spiacevole incidente lo conduce a conoscenze graditissime, che influiscono su tutta la sua vita. Il destino esaudisce i nostri desideri, ma a modo suo, per poterci dare qualcosa che è al disopra dei nostri stessi desideri.
Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente. Invano gli attraversano la strada la ragione e la virtù, il dovere e tutto quello che c’è di più sacro: qualcosa deve accadere, che per lui è giusto, che a noi non sembra giusto; e possiamo comportarci come vogliamo, alla fine è lui che vince.

