Almost dancing

11 11 2007

What a nice weekend, this last one!

Started on Friday with an Italian movie with Rahel, watched again after three or four years (Io non ho paura): still nice, although I haven’t read yet the original book from Ammaniti that sounds to be even better. Then we spent the night in Centro Sociale, and I have to admit that it’s always a good place where to have fun, or at least to hear some live music: this time it was a reggae band from Sicily (Gasparazzo), good enough to let me try to dance (with the help of some beer, too). After that, after 3 a.m., a spaghetti dish: I don’t know why, but they always taste better at that time!

Saturday was a bit more relaxed, but we had a nice dinner prepared by my not-parasite Italian flatmate, and then some beers with the Americans (I’m getting bored to have to always put the Latin before, damn it).

And today the excursion to Valle Verzasca, until the sun decided to hide itself, and then to Tenero. We went to the sport center, even if we were probably not allowed to stay there. We went on eating and drinking, but in the afternoon we even played (or at least, I tried to play) sports: basket, soccer, rugby (without rules, Rahel-style…) So I think that in the end we were allowed to stay there! Nice day, as often here in Ticino. And I loved the wind, not so cold, and with a bit of sand caught on the shoreline. Here there are the pictures that I borrowed from the others. ;-)

Then tonight I watched Surf’s up. Honestly, I didn’t expect it to be so cool: with great animations and a nice story inside (“He told me never to give up and to find a way, ’cause that’s what winners do”)





A fleeting contact

8 11 2007

Today has been a long, long day. Literally, but not only.

I had to wake up at 4.30, to bring el Abuelo to the station: the bus was leaving at 5. Then 20 minutes of walking from the parking to home, 2 hours of non-sleeping and then up again before 8 to bring the new students to the city hall. In vain, since in ALaRI “organization” is still an unknown word: two wasted hours.

In the afternoon, I finally went to meet the Exception at the hospital. It took me a couple of hours as well, and I could see her just for five minutes. Nothing changes: I’m always late, even when I don’t know when I should be there, or out of time. And I cannot help it, or at least it seems so. Anyway, it was everything but a waste of time: a fleeting contact with what is probably her real life, something that I will never know.





Not the best way to start this new one

2 11 2007

So, let’s start this “new” blog!

Fortunately, now I’m back in Lugano. This last time I was excited to go to Italy for a while: firstly because I could see my mom after her two weeks in the hospital, and also because I was expecting some relaxing days without the pressure of the university environment. I couldn’t be more wrong. I enjoyed just the time with my mom and my sister, and I’m proud I was able to convince her to not to go working on Monday. And also the pizza with my bro, Elenina/Follettina and Laerte, and the last minutes before leaving. They are always the only reason to stay there for a while.

A part from that, it was everything but relaxing. I’m always discovering new stuff about how my father is acting, and every time it really hurts. I know that I shouldn’t care, but I’m simply not able. I just think that there will be a time in which the things will change: it’s not important if my revenge will not be about the money or about the other stupid things he thinks they count. There are many other ways, and I would say much more important ways, to let him pay for all the things he did and he’s still doing to what was supposed to be his family. Here in Lugano at least I’m able to not think so much about that, let say that I’m able to try to build something for my future.

Tomorrow el Abuelo will come here, and I’m pretty sure we’ll have a lot of fun with the south Americans! Now I only need some real rest.





Weekend col piedepalla

22 10 2007

Weekend piacevole, nonostante un dolore lacerante al piede che non accenna a diminuire.
Venerdì con i sudamericani, prima al Tra (prima volta che ci andavo: da rivisitare) a giocare a jenga, poi a casa loro a deliziarci con le empanadas e salse varie, tra cui il guacamole; e per finire torta al limone.
Sabato a Bellinzona con Rahel per il concerto di Guccio Guccini: pensavo di trovarci poca gente, invece il palazzetto era completamente pieno. Lui ancora in ottima forma, nonostante l’inizio inaspettato con “Canzone per un’amica”. Poi più di due ore passate zigzagando tra il suo miglior repertorio e battute sull’attualità italiana e internazionale.
Due cose da annotare a Bellinzona: l’ottimo kebab che ci siamo mangiati in centro e lo “Scusate per il leggero ritardo” con cui il presentatore ha aperto il concerto alle 21.10 (avrebbe dovuto iniziare alle 21.00)…siamo sempre in Svizzera, anche se l’artista è italiano!
Domenica cena preparata da me a casa dei sudamericani, con loro e Rahel: almeno là non c’è la coppia parassita che si “unisce” alle cene, senza spostare nemmeno i piatti. Piccoli tranci di pizza, poi pasta aglio, olio, peperoncino (che è facile e fa sempre effetto) con un buon Lambrusco, e finale col tiramisù preparato il giorno prima (e riuscito molto meglio dell’ultima volta) e limoncello: il tutto con il vecchio Bob (Marley) che cantava sullo sfondo. Poca fatica, tanta soddisfazione, ottima serata!
Oggi giornata storta, dolore al piede ancora costante. Devo rinunciare alla passeggiata al monte Bar di mercoledì, e questo mi dà un gran fastidio. Domani inizia pure l’ultimo corso di ALaRI che devo seguire: voglia, zero.
Perché il mio caso particolare invece continui a cercarmi, questo non lo capisco. Ma io ho altro a cui pensare.





Settimana post-Austria

14 10 2007

Settimana post-Austria qui a Lugano.
Avevo voglia di tornare. Per quale motivo particolare? Beh diciamo che ne avevo qualcuno.
Non è stata certo una settimana memorabile, in ogni caso. Pochi i momenti in cui mi sono sentito davvero bene. Certe situazioni che si sono create non mi fanno rimanere tranquillo come vorrei.
Di positivo c’è che almeno un po’ di attività fisica ho ripreso a farla, mercoledì in piscina e oggi a calcetto. Due atmosfere decisamente diverse tra loro, ma alla fine piavevoli entrambe.
Sento il bisogno di chiarire alcuni rapporti, prima che si creino malintesi o delusioni reciproche. L’obiettivo principale è quello di godersi i prossimi appuntamenti, concerto di Guccini e camminata al chiaro di luna verso il Monte Bar su tutti.
Mi sento in movimento, ma non capisco se il vento mi aiuta oppure no.





Salzburg und Innsbruck

9 10 2007

Di ritorno dall’esperienza austriaca.
Una bella esperienza, anche se i primi due giorni non ero quasi in me. Non mi sentivo (e non ero) pronto. Ed essere l’ultimo dell’ultimo giorno paradossalmente non mi ha aiutato. Fortuna che c’era Elenina a tenermi un po’ su, anche se forse non se n’è accorta, immersa com’era nei suoi legittimi pensieri.
La presentazione è stata in qualche modo domata. E se fosse stata l’occasione per avere delle prospettive di dottorato come potrebbe essere, beh allora sarebbe fantastico!
Superata la prova, poi tutto è andato meglio. Mi sono divertito un sacco alla cena e all’uscita la prima sera ad Innsbruck. Poi il sabato giretti togli-fiato (i teutonici hanno ritmi diversi dai nostri, non è una novità) per i musei della città, visto che abbiamo beccato la Lange Nacht der Museen.

unica nota negativa: mi sono reso conto che io e il tedesco (perlomeno quello parlato in Austria) abitiamo ancora su due pianeti diversi.





Black and white

1 10 2007

Weekend in chiaroscuro, momenti da dimenticare e momenti da salvare.
Venerdì aperitivo tirato per le lunghe, troppo. Serata salvata dall’incontro con Sebastian e moglie, che mi hanno invitato a casa loro. Fondue e dolce, e ottima compagnia. Belle chiacchierate.
Ieri sera a Mendrisio, alla sagra dell’uva. Una delusione. Innanzitutto, del tema uva e/o vino praticamente nulla. Sembrava una festa fatta solo per gli adolescenti, per dare loro un’occasione per ubriacarsi e fumare spinelli liberamente. Gente che spingeva da tutte le parti, quasi impossibile muoversi. Ce ne siamo andati dopo che mi sembrava di essere stato lì un’eternità, ed invece erano solo le 11.30! Però poi bella serata qui a casa, sempre con i sudamericani. Sono sempre un toccasana per il morale. E bello è stato fare il gioco della bottiglia (o della verità) dopo anni.
Stasera cena qui a casa mia, ho preparato risotto all’isolana (non male) e tiramisù (la peggiore crema che mi sia mai venuta, ma secondo me è colpa delle uova svizzere! :D )
Poi una birretta con la mia amica svizzera: è sempre bello passare le serate con lei!
Mi aspetta una settimana intensa, venerdì ho la presentazione a Salisburgo, e ancora devo preparare cosa dire. Ci penso come se andassi a farmi una piccola vacanza (e in effetti è un po’ così), ma immagino che l’agitazione crescerà giorno dopo giorno. Ma sarà una bella e utile esperienza in ogni caso. Forse la prima di altre simili, almeno spero.
Ora è meglio dormirci sopra!





Ancora col naso chiuso

18 09 2007

Intervista rinviata a giovedì mattina. Però oggi mi è arrivata un’altra mail di interessamento per un’internship, sempre in Olanda, sempre la stessa azienda (NXP), ma l’argomento sembra molto più interessante: staremo a vedere.
Oggi giornata interlocutoria, da domani inizierò a fare qualcosa di più impegnativo, sperando che il raffreddore se ne vada.
Però ho iniziato ad essere serio con chi voglio esserlo: basta battutine, con chi non capisce il mio modo di farle. Sono una persona seria alla fine, è giusto che si capisca.
A proposito, chi non ha mai avuto un idler’s dream?





Barcollando

16 09 2007

Giornate un po’ così, gente che va gente che viene.
Io che tento di non barcollare troppo e pensare solo a me. Sto diventando piuttosto egoista, ma non me ne pento.
Erick oggi se n’è andato, e devo ammettere che mi dispiace. Sono contento per lui, dopo quasi 2 anni torna a casa per qualche mese. Mi spiace per me, era l’ultimo amico rimasto qui.
Il primo nuovo coinquilino è qui da due giorni. Dicevo che speravo fosse pulito almeno: ebbene almeno quello lo è, ha passato tutta la casa in questi giorni. Però boh, non mi convince molto. Parla troppo, troppo ficcanaso, sposta le mie cose, e questo mi dà fastidio. Vedremo come prosegue.
Io intanto mi sono preso il primo raffreddore post-estate, niente di così eclatante ma pur sempre fastidioso: speriamo se ne vada in fretta.
Le notizie peggiori invece arrivano da casa. Nel senso che è stato confermato ciò che si temeva: mia mamma ha la sclerodermia, e anche in uno stato abbastanza avanzato. Dovrà ricoverarsi entro fine mese, per 5-10 giorni, per capire se e quali organi siano stati intaccati. E iniziare una cura per tentare di bloccare il propagarsi della malattia, con cui dovrà convivere probabilmente per tutta la vita. Tornerò sicuramente per andare a trovarla quando sarà all’ospedale. È una malattia strana, perché può essere quasi innocua, solo un po’ fastidiosa, ma anche rovinare organi vitali. Speriamo bene.
Da domani inizio ufficialmente il secondo anno in ALaRI: in realtà per me non cambia assolutamente nulla, ho solo un corso da seguire e probabilmente sarà a novembre. Inizio a lavorare sulla tesi finale in modo serio, per fortuna torna il Regaz domani: può darmi diversi consigli preziosi, anche sul futuro post-ALaRI. E nel frattempo sto riguardando un po’ di cose per l’intervista di martedì mattina: sono sempre più propenso di andarci ad Eindhoven, nel caso mi prendano. L’azienda è importante, e 6 mesi di lavoro su un curriculum contano molto.





Impressioni di settembre

13 09 2007


Vedo molte cose annebbiate, nonostante qui a Lugano la nebbia non arrivi praticamente mai. Fatico a distinguerne i colori, ad apprezzarne gli odori. Ed eventualmente a seguirle.
Domani finisce il corso intensivo di tedesco, con test annesso. Dalla settimana prossima, due giorni da due ore a settimana. Molto meglio, in questi giorni c’è stato detto di tutto e di più, ma mi sembra che sia rimasto ben poco. Mi serve tempo per assimilarlo.
Domani arriva il mio nuovo coinquilino nonché compagno di stanza. La mia unica speranza è che sia pulito e che non si adegui agli altri due pigs rimasti dallo scorso anno. Simpatico o meno, quello non è un problema vitale.
Martedì mattina ho l’intervista per la possibile internship ad Eindhoven. È un modo per tenere aperte delle alternative al rimanere qui i prossimi mesi, così come probabilmente la settimana prossima manderò una mail per sentire se c’è la possibilità di fare la tesi all’estero.
Non riesco a capire se la mia permanenza a Lugano stia per terminare o meno, dentro la mia testa intendo. Poi oltretutto mica dipenderà solo da me. L’ambiente su al quarto piano mi nausea ormai, la disorganizzazione l’ho tollerata un anno, il secondo non credo ci riuscirei. L’unica possibilità di rimanere è legata all’altro edificio: la facoltà è ancora piccola ma mi sembra si stia dando da fare per crescere. Un dottorato lì potendo magari passare alcuni mesi in altre università sarebbe quasi l’ideale.
L’unico aspetto positivo di tutto ciò è che voglio che niente e nessuno possa influenzare le mie diverse prospettive. Devo rendere conto solo a me stesso delle mie decisioni.
E in questo momento mi sento quasi felice di non sentirmi legato a nessuna persona in particolare. Felicità temporanea ma necessaria.
Triste dev’essere la persona che crea la sua indipendenza appoggiandosi sempre su qualcun altro. Come una rondine che rimane chiusa nel nido per paura di cadere, rinunciando così a volare.
Quanto dormirebbe bene poi sola, stanca, e libera di sognare.